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L’energia nei fumetti: tra fisica e fantasia

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La fantasia dei migliori fumettisti nei decenni ha dato ai supereroi mirabolanti capacità: volano, lanciano ragnatele, diventano invisibili, hanno lo sguardo a raggi x, la super forza e molto altro. E se vi dicessimo che quello che abbiamo sempre visto fare ai supereroi dei fumetti non fosse del tutto contro ogni legge fisica? In realtà, forse senza rendercene conto, la fisica e l’energia riempiono le pagine dei fumetti e in qualche modo le imprese di questi eroi con i superpoteri ci spiegano diversi fenomeni in modo abbastanza fedele alla realtà. Vi riportiamo alcuni esempi, anche se sfogliando le pagine dei fumetti potreste trovarne molti altri!





Electro correndo diventa Magneto: da Faraday ad Ampère

Electro è uno dei personaggi “cattivi” dei fumetti di Spiderman e ha il potere di controllare le correnti elettriche. In una delle vignette di cui è protagonista si illustra una fondamentale proprietà dell’elettricità: Electro dopo aver rapinato una banca, si da alla fuga arrampicandosi su un palazzo e riuscendo a rimanere attaccato alle travi metalliche. I passanti sono stupiti, si chiedono come ciò sia possibile ed è la fisica a spiegarcelo! L’“effetto Ampère” fu notato per la prima volta da Hans Christian Oersted e successivamente approfondito e spiegato da Andrè-Marie Ampère. Il fisico danese Oersted con un esperimento si rese conto che una corrente elettrica genera nello spazio circostante un campo elettromagnetico. Anche Faraday si occupò della relazione tra elettricità e campo magnetico, dimostrando che il secondo è in grado di esercitare delle forze non solo sui magneti, ma anche sui conduttori percorsi da correnti elettriche. Infine, Ampère lavorò sulle forze che anche due correnti esercitano tra loro, per i campi magnetici generati. Da qui l’effetto Ampère prima citato, che spiega come il campo magnetico generato dai raggi elettrici di Electro, fornisca una forza di attrazione al campo magnetico delle travi di ferro poste sull’edificio, permettendogli quindi di arrampicarsi sui palazzi.





Spiderman e l’elettricità: gli scontri con Electro

Nei fumetti che vedono Spiderman protagonista, sono rappresentati diversi scontri con Electro, durante i quali l’eroe deve confrontarsi con i poteri elettrici del nemico. Peter Parker (Spiderman), nonostante sia un bravo studente di scienze, commette diversi errori, tra cui l’idea di deviare le scosse elettriche del nemico lanciando una sedia metallica che dovrebbe fungere da parafulmine. Tutto ciò dopo essersi legato un filo metallico alla caviglia in modo da avere sempre una messa a terra. Entrambi i gesti sono sbagliati: la sedia, senza essere collegata ad alcun corpo a terra non lavora come un parafulmine e quindi non attrae la scarica elettrica, inoltre la messa a terra di Spiderman favorisce alla corrente l’attraversamento di tutto il suo corpo... E non è sicuramente un’esperienza piacevole! I parafulmine, infatti, posti nelle parti più alte dell’edificio servono per “catturare” l’elettricità e poi condurla a terra senza farle incontrare particolari resistenze, così da non provocare danni alle strutture. Allo stesso modo, le persone non dovrebbero mai essere “conduttori” e, ad esempio, se durante un temporale fossimo in un campo aperto sarebbe più sicuro sdraiarsi in terra per ridurre le possibilità di essere colpiti e attraversati da un fulmine.