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Volta, Galvani e le rane: un Celebrity match all’ultima scarica elettrica

Questo articolo parla di:storia, elettricita, curiosita

A fine Settecento si scatenò un vivace dibattito scientifico in merito all'origine del movimento visto durante un esperimento nelle zampe di alcune rane non più in vita. Energia animale o questione di conduttori? Il risultato fu l'invenzione della pila!



Luigi Galvani e Alessandro Volta, con spiccato intelletto, infinita curiosità e con il sacrificio di diverse rane hanno duellato - scientificamente parlando, sia chiaro - fino all'ultima scarica elettrica.

C'era una volta Galvani, fisiologo, anatomista e professore bolognese che mostrava interesse per l'elettricità, soprattutto per quella che chiamò elettricità organica, specifica del mondo animale. In un tempo ancora ricco di misteri, Galvani passava ore in laboratorio svolgendo esperimenti in casa, con l'aiuto della moglie Lucia.

Fu proprio in sua compagnia che condusse i primi esperimenti sulle rane, per sostenere l'esistenza dell'elettricità animale e dimostrare che le loro zampe, quando attraversate da elettricità, si muovevano anche se prive di vita. Un fluido vitale che nulla aveva a che fare con ciò che l'uomo poteva creare. Diverse rane e anni dopo, Galvani pubblicò i suoi strabilianti risultati nel "Commentarius".

La sua tesi non poteva lasciare indifferente il mondo scientifico e Alessandro Volta, ingegnere e fisico affascinato dalle teorie di Galvani, solo un anno pubblicò una teoria alternativa. Negando il fluido vitale insito negli animali, sosteneva che la contrazione delle zampe era dovuta a semplice elettricità generata dal contatto di diversi metalli.

Galvani colse al volo la sfida e con perfetto spirito scientifico dimostrò che i medesimi risultati si ottenevano utilizzando un solo metallo o con il solo contatto tra nervi e muscoli. Sul più bello, quando sembrava sconfitto, Volta rilanciò una nuova ipotesi: se non di metallo, è comunque necessario un corpo conduttore di elettricità! Volta non ammetteva la possibilità che l'elettricità rilevata da Galvani avesse origine interna all'animale.

Individuare un vincitore non è semplice, Volta propose spiegazioni alternative ad ogni convinzione di Galvani, ma non ne smentì nessuna.

Nel 1798 arrivò Napoleone e Galvani rifiutò di giurargli fedeltà, facendo cadere in disgrazia i propri studi.

Ma non è ancora finita. Volta, nel 1799, presentò la sua più nota invenzione: la pila, che per lui era la prova dell'errore di Galvani. Prese spunto dalla propria ipotesi del contatto di due metalli differenti e creò la pila alternando una fila di dischi di zinco, a elementi in rame separati da cartone imbevuto di acqua salata.

La pila è un'invenzione rivoluzionaria, ma il lavoro di Galvani è stato determinante e straordinario. Una sfida avvincente che ha mostrato il valore di due grandi scienziati italiani. Epilogo equivalente, se non migliore, al tradizionale "vissero tutti felice e contenti". 

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