IL MERCATO DELL'ENERGIA

Il Mercato dell'Energia... Una favola?

Questo articolo parla di:energia, mercato, innovazione

C’è una bella favola che racconta come una colonia di pinguini sia riuscita a salvarsi dallo scioglimento del proprio iceberg. Allo stesso modo spero che presto si possano raccontare sempre più spesso storie (vere) di come è cambiato, sta cambiando e cambierà il mercato dell’energia.

In merito a questo devono riflettere, ma soprattutto devono lavorare e devono agire, tutti gli attori che fanno parte del mondo dell’energia.

Un mondo, quello dell’energia, che si potrebbe raccontare in estrema sintesi come l’iceberg di cui sopra. Si sta sciogliendo (tante cose stanno cambiando) e non tutti se ne stanno accorgendo.

Tutti chi? Le aziende, i consumatori, il regolatore…insomma, tutti i soggetti che vi partecipano e che ne fanno parte.

Ma come si può o si deve cambiare? Il discorso è ampio e profondo, quindi non proprio banale e le ricette semplicistiche non sono mai le migliori. Ma sicuramente il primo e fondamentale passo è maturare la consapevolezza che i modelli di funzionamento dei soggetti e le relazioni fra loro devono cambiare.

Una consapevolezza che, a mio modesto parere, non è ancora (del tutto) di tutti. O meglio (forse peggio) tutti ne parlano, tutti lo dicono, se ne fanno proclami… ma alla fine pochissimi lo fanno concretamente.

Il nocciolo della questione è tanto semplice da dire quanto complesso da gestire e da far funzionare: è necessario far passare il mondo dell’energia da un modello fondamentalmente monopolista (meglio sarebbe dire di pochi, con poche voci) ad un modello di mercato (di tanti attori e con voci diverse).

A me piace pensare che è necessario passare dall’era dei dinosauri all’era dei bipedi evoluti, magari, perché no, a quella dei pinguini, che sono più piccoli, più veloci, più vicini a terra e soprattutto in grado di comprendere meglio quello che succede nel proprio mondo. E poi, i pinguini, sono decisamente più simpatici!

Insomma, sempre per citare qualcun altro, stiamo passando all’era del cliente.

Ma per correttezza è necessario dire che non tutti hanno questa visione: un passaggio epocale che, come per l’iceberg che si scioglie, non tutti sono disposti a vedere, a capire, a vivere, ad accettare.

Ma perché, qualcuno potrebbe chiedersi, è così difficile?

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